Sinistra Arcobaleno. Pronte le candidature, una scelta sofferta e responsabile

14.03.2008 14:15

Ora è necessario guardare avanti: facciamo di questa campagna una occasione di rinascita.

di Francesco Ferrara, segreteria nazionale Prc

Bertinotti con simbolo.jpgLa chiusura della campagna elettorale a Roma il 10 aprile in Piazza del Popolo

Abbiamo concluso la fase sempre difficile delle candidature. Una difficoltà ampliata da una legge elettorale indecente, ultimo frutto avvelenato lasciatoci in eredità dalle destre.

La difficoltà per noi è stata  aumentata da questa circostanza.

La fine traumatica e improvvisa della legislatura è intervenuta mentre il percorso unitario a sinistra, dopo gli stati generali dell’8 e 9 dicembre, era appena all’avvio. In questo quadro, era ben difficile immaginare una composizione di una lista unitaria molto differente da una semplice somma di 4 singole liste in cui, tra l’altro, anche per il precipitare dei tempi, è stato difficile anche fare vivere criteri e regole comuni.

Tutto questo non è detto per negare o ridurre i problemi irrisolti e le vere e proprie inadeguatezze del nostro lavoro.

Penso, al contrario, che vadano affrontati direttamente.

Primo problema e secondo me il più grave. La lista della Sinistra L’Arcobaleno non riesce ancora a rispettare la democrazia di genere che pure, solennemente nella dichiarazione d’intenti degli Stati Generali, è posta come fondativa del nuovo soggetto unitario e plurale.

Il fatto che la delegazione di Rifondazione Comunista dentro la lista rispetta pienamente quel principio è importante ma non cambia il fatto che la lista nel suo complesso non lo fa.

Sicuramente la Sinistra Arcobaleno avrà in Parlamento la maggiore percentuale di elette ma questo neanche basta a coprire la difficoltà. Non ti definisci, infatti, in relazione alla arretratezza e alla regressione degli altri ma rispetto ai tuoi principi  ai tuoi valori.

Vorrei soltanto affermare un punto. Vale oggi per le liste, vale per domani dentro il proseguo del percorso unitario. Non siamo dentro un passaggio semplice, lineare e scontato. Il processo unitario è anche un confronto, una sfida aperta.

Noi di Rifondazione Comunista ci andiamo con la nostra cultura politica e la nostra pratica di innovazione. Alcuni, anche dentro il Partito, hanno avvertito del rischio che il processo unitario potesse far venire meno quella cultura politica e quella pratica di innovazione. Per oggi, ritengo sottolineare come importante che questo non sia accaduto e che nella  lista della Sinistra L’Arcobaleno convivano la nostra cultura  con altre che resistono. Partiamo da qui non per sancire questa differenza ma per cambiare, per aprire una contaminazione dell’innovazione.

Secondo problema. Nel comporre la delegazione di Rifondazione nella lista unitaria, abbiamo compiuta una scelta che è nel solco del cambiamento che la Conferenza di Organizzazione di Carrara ci ha chiesto. Parlo della questione del rinnovamento, della necessità di alternare nella vita politica, periodi di presenza nelle istituzioni e svolgimento di ruoli nel partito e nelle organizzazioni democratiche. Anche qui, abbiamo compiuto una scelta difficile e dolorosa che ha determinato la conseguenza di non candidare compagne e compagni che sono dirigenti riconosciuti e apprezzati. Non abbiamo imposto questa scelta ad altri che con noi condividono la stessa lista.  Ma non intendiamo fermarci. Anche questo è un terreno di sfida  che chiede a tutti di praticare atti che vanno nella direzione del rinnovamento.

Molte compagne e compagni hanno avanzato il dubbio che quelle di Carrara sarebbero rimaste belle parole senza conseguenze. Come vedete non è stato così. Alle parole, sono seguiti i fatti. Sgombrato il dubbio che vogliamo fare sul serio, consegno al dibattito, in primo luogo del congresso, la necessità di un approfondimento per una concezione e pratica del rinnovamento non schematica e che, per fare un esempio, deve distinguere tra ruoli svolti nel Parlamento e in altre istanze.

Terzo problema, i territori. Noi, nel complesso del territorio nazionale, abbiamo mantenuto l’impegno di un equilibrio tra centro e territori degli eletti del PRC dentro la Sinistra L’Arcobaleno. Ma questo non ha attenuato sofferenze che in  alcune realtà si sono presentate. Non intendo sminuire o trascurare questi segnali e le proteste che si sono elevate, sia rivolte a tutte e quattro le forze , sia rivolte a noi specificatamente.

Vorrei solo mettere in guardia da logiche troppo autocentrate. Ogni territorio è importante ma ogni compagna o compagno di Rifondazione Comunista deve avere la capacità di essere dirigente complessivo. Altrimenti prevalgono pratiche palesemente contraddittorie. Chi fa della cultura della differenza la propria peculiarità se la prende con chi è espressione di quella cultura; chi fa forza sul rapporto con i movimenti, pensa che chi è espressione di essi vada bene ovunque meno che da lui e così via.

Una polemica che si fa, in alcuni casi limitati, inciviltà di linguaggio e di rapporto. In certi casi si da il peggio di sé e la peggiore immagine del partito.

Rimango colpito dal fatto che si viva il posto in lista con cui si è candidato come il segno della fine del mondo o di quanto il partito rappresenta la classe operaia. Penso che questo sia il massimo di deviazione e di una concezione della politica tutta istituzionale. Il contrario dell’innovazione, il massimo della conservazione.

Come si rappresentano gli operai nello scontro di classe è tema troppo serio per ridurlo a questo spettacolo. Penso di poterlo dire, essendo io stesso espressione di quel mondo, da cui provengo per formazione e cultura.

Penso infine, sarà oggetto del dibattito dopo il voto, che occorra cambiare completamente il metodo con cui le liste vengono discusse  e approvate.

Abbiamo una forza grande forza, espressa   da tutte le compagne e i compagni. In primo luogo, il compagno Fausto Bertinotti, che  rappresenta un valore aggiunto. Mi permetto, per il resto della lista,  di fare solo due citazioni: Rita Borsellino e Cristina Tajani. Rita Borsellino, una donna splendida, espressione di un’Italia pulita che cerca di rinascere e Cristina Tajani, una giovanissima ricercatrice, espressione di quella generazione che lotta con intelligenza e determinazione per uscire della precarietà.

Sono quelle le due immagini del Paese che vogliamo trasmettere: la pulizia morale e la riscossa sociale.

Al lavoro, compagne e compagni, per fare di questa campagna elettorale la grande occasione per la rinascita di una sinistra forte e radicata.

Roma, 11 Marzo 2008

 

Fai una scelta di parte. Il programma completo della Sinistra Arcobaleno.pdf (1,6 MB)

candidature Camera 2008.doc (490,5 kB)

candidature Senato 2008.doc (260,5 kB)

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